L’utilizzo delle immagini in psicologia

Capita durante una consulenza che il cliente non sappia cosa rispondere alla domanda “come si sente oggi?” e cominci a provare disagio, a volte a commuoversi. Questo potrebbe rappresentare un problema per lo psicologo che raccoglie le informazioni prevalentemente attraverso la comunicazione verbale. Ma niente paura, Paul Watzlawick, ci ha insegnato che è impossibile evitare di comunicare perché ogni comportamento, anche il silenzio, trasmette un messaggio carico di significato. Quindi, anche senza parlare, il cliente comunica e lo psicologo può trovare un modo alternativo per far parlare quel “non verbale”. A me piace moltissimo lavorare con le immagini, in particolare quelle che rappresentano gli archetipi oppure quelle dei mazzi di carte da gioco come i tarocchi, le Dixit o le bellissime e magiche carte di Doreen Virtue e tutte le carte che ho acquistato durante i miei viaggi o che i clienti stessi mi hanno regalato. Mi piace utilizzarle perché sono utilissime e divertenti e il cliente che ha difficoltà a parlare di sé in quel momento, portando l’attenzione sull’immagine e parlandone metaforicamente, fa un gran lavoro su sé stesso, un lavoro profondo, evolutivo. Si tratta di un metodo non standardizzato per cui non esistono regole fisse e che richiedono una grande centratura del terapeuta che deve essere capace di un sentire profondo piuttosto che di saper applicare una metodologia.tarocchi-di-marsiglia-min Queste attività fenomenologiche offrono l’opportunità di osservare l’uso particolare che la persona fa dell’immagine in quel momento, di esplorare i significati che vi attribuisce e infine di coinvolgerla a considerare la sua realtà da un punto di vista completamente diverso. L’esperienza con questi strumenti ci ricorda continuamente che la natura dei fenomeni mentali è continuamente ricostruita dalle forme che creiamo nel collegare le rappresentazioni al linguaggio: quindi gli oggetti psicologici non hanno qualità o proprietà stabili ma piuttosto acquisiscono verità dai metodi e dai dispositivi linguistici che applichiamo per comprenderli.