Perchè la rana?

Un po’ di storia..

A cura di Catia Masiero

Sono cresciuta in una zona di Pernumia (PD) che si chiama “Borgo delle Rane”, un’antica zona paludosa che è stata bonificata. Dopo la bonifica questa zona è rimasta terreno agricolo fino alla fine degli anni Settanta dello scorso secolo quando mio padre Giacomo Masiero fondò un Consorzio di cui era Presidente che chiamò appunto “Borgo delle Rane” rispettando la storia e la tradizione di questo posto; questo Consorzio diede il via all’edificazione del quartiere che tutt’oggi è presente su quei terreni e ove è situato il mio centro.

Dal libro di Neil Roussack “Animali guida”. Nella vita, nel mito, nel sogno”.

E’ il regno anfibio, tra acqua e terra. Fango e melma, canne palustri e stagni. Un paio d’occhi che guardano fisso sporgono dalla superficie per poi scomparire. Intrigato mi apro uno spiraglio tra le canne. Sguazzo verso lo stagno, con le dita dei piedi che affondano nella melma. Il gracidio s’interrompe, esili ranocchie balzano di lato – allungate – con le zampe di dietro stese e, cadendo con un tonfo, provocano degli schizzi. Sfrecciano scolaresche di girini. L’aria è pesante, pungente, appiccicosa, senza vento. E lì, su uno scoglio in mezzo allo stagno, siede il Principe Ranocchio, immobile. Ha finito i suoi esercizi ginnici! Medita. Attende. La sua lingua saetta e lui inghiotte. E’ appagato. Sono appagato. Stiamo entrambi immobili, tranquilli. Suona il suo flauto. Io sono in pace e felice.

La rana è un animale meraviglioso, simbolo di cambiamento. Le rane sono dei piccoli miracoli evolutivi che vanno incontro ad una profonda trasformazione durante il loro ciclo vitale. In circa 12 settimane la rana cambia il suo ambiente e così anche la sua forma fisica adattandosi alle varie situazioni, passando da una esistenza esclusivamente acquatica ad una terricola anfibia, sostituendo le sue branchie con dei polmoni capaci di respirare anche in superficie, in età adulta. La coda che fungeva da timone e motore per muoversi nell’ambiente acquatico viene persa con la crescita e il passaggio a una situazione più anfibia. La rana è valido “totem” per le persone che hanno subito passaggi molto importanti e a volte difficili nella propria vita ma ne sono usciti accresciuti, come me! La rana è la prova che la trasformazione può portare alla liberazione. Metaforicamente, la trasformazione consente alla rana di camminare in due mondi, attraverso un’incredibile auto-evoluzione, la rana esce vincitrice sia nell’acqua che sulla terra da adulta, dlogo carlottaivenendo così anche il simbolo dell’adattamento.

Le immagini della rana presenti in questo sito sono realizzate da Carlotta Bertin, la mia bellissima nipotina dagli occhi blu!

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